ROBERTO FASCIANI (Segretario Gen. dell'AGL, Alleanza Generale del Lavoro)(Presidente Naz. di ALP-AGL Alleanza Lavoratori Pubblici)(Direttore di EUROPE CHINESE NEWS)(Presidente A.I.SO.P. Zonale Milano MI13, Associazione Italiana Sostituti d'Imposta e Professionisti, associazione datoriale aderente a Confindustria)(Responsabile Uff.Periferico CAF Lavoro e Fisco Milano, c/o ANVG Via Duccio di Boninsegna 21, anche sede Patronato A.I.SO.P. e INPAS) (Collaboratore di ASS.LIBER.COOP)
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lunedì 30 marzo 2015
venerdì 27 marzo 2015
LANDINI: LA FOGLIA DI FICO CHE INIZIA UNA VERTENZA CONTRO LE VERGOGNE CHE COPRE DA ANNI
Allora ci siamo. Anche il buon Maurizio non è riuscito a resistere alle lusinghe del circo mediatico che da anni, provocandolo con sondaggi mirati, lo indicava come un leader, anche politico, con gli indici di gradimento più allettanti. Da mesi notavamo che i suoi interventi televisivi erano molto meglio costruiti, con frasi fatte e slogan ricorrenti e incisivi, segno evidente dell'intervenuta assistenza di qualche guru della comunicazione. Ora tutti ci domandiamo: quando cambierà anche l'acconciatura dei capelli e il look in modo da renderlo più attraente soprattutto per l'elettorato femminile? Basta solo attendere un pò.
Certo, la proposta è quanto di più fumoso e indeterminato possa apparire (impietoso, a questo proposito, lo sketch di Crozza). Quel che si è capito è che secondo lui in Italia chi per vivere è obbligato a lavorare non ha più chi lo rappresenta. Una bella consolazione per chi da anni paga la quota sindacale di FIOM e CGIL. Gli rimborseranno i soldi? Trasformeranno quelle tessere in Carta acquisti per la Coop? Chissà...
Poi abbiamo capito che non vuol fare un partito. Non una grande novità. E' dall'inizio degli anni '90, con Segni e Berlusconi , fino a tutt'oggi (con Passera) che la parola partito è bandita se si vogliono prendere i voti.Poi ha fatto capire chi non potrà salire sul carro: i partiti attualmente a sinistra del PD in quanto tali con i loro leader sputtanati nè tanto meno la cosiddetta minoranza PD o i sindacati di base e conflittuali che non lo hanno mai amato . A tutti costoro, così come alla parte non Fiom della CGIL sarà possibile solo partecipare individualmente ai cortei e alla platea delle future manifestazioni.Non di più. Figuriamoci eventuali posti in lista, inimmaginabili specie considerando che lo stesso Landini sfugge come la peste l'ipotesi di candidarsi, lui , la sua coalizione nè di indicare personalità da votare. Esclusa anche la possibilità che questa coalizione possa servirgli per sostituire la Camusso. Si illude se pensa che la CGIL in futuro faccia eleggere i dirigenti non dall'apparato ma dai delegati aziendali. E lui, nell'apparato CGIL, lo sanno tutti , pur avendo 350.000 iscritti Fiom, vale un 5% dei consensi. Il 5%: circa la superficie di una foglia di fico in rapporto a quella del restante corpo umano.Conta su una imminente crisi negli iscritti e nel consenso della CGIL per proporsi come salvatore della baracca? Improbabile: la CGIL è pur sempre un bel baraccone di milioni di iscritti, con interessi radicati e intrecciati con settori dell'economia italiana, nel quale la composizione media degli iscritti, la loro provenienza, il loro modo di pensare, il reclutamento dei funzionari, il loro modo di trattare i lavoratori non hanno nulla a che vedere con l'immagine che Landini vuole dare di sè.In realtà lui vorrebbe coinvolgere organicamente Emergency e soprattutto Libera di Don Ciotti che però ha già precisato di non aderire in toto ma solo tramite alcune sue associazioni. Ma il problema è che siamo in Italia e ogni associazione è gelosa della sua autonomia, non si lascia teleguidare e purtroppo è rappresentativa, volente o nolente, di interessi preesistenti, con cui fare i conti.
Si evocano Syriza e Podemos, dimenticando che già in Italia e su misura delle caratteristiche del nostro Paese c'è il Movimento 5 Stelle che ha uno zoccolo duro, ormai, del 20% , che fino al 2018 ha i suoi parlamentari e che prima o poi troverà qualcuno (non certo Landini...) in grado di completarlo con ciò che gli manca per essere il rivale, lo stabile rivale, del PD al ballottaggio del nuovo sistema elettorale. Un movimento che comincia ad avere le idee chiare (lo abbiamo visto da come abbia subito sputato in faccia a un Di Pietro che voleva candidarsi a Sindaco di Milano l'anno prossimo) e qualche leader riconoscibile e soprattutto molto, molto giovane. Landini ha poi (lo si legge nelle dichiarazioni che rilascia) capito per ultimo che destra e sinistra sono concetti superati, che il mondo è cambiato e cambierà sempre di più . Le vere macchine da guerra elettorale del futuro saranno PD e M5S, le uniche due forze in grado attualmente di saper essere trasversali nei valori proposti. Un Landini erede dell'ultrasinistra operaista del 4% non sarebbe altro che l'altra faccia di un Salvini che rimanesse confinato nel Lepenismo, cioè incapace di battere in velocità Renzi nella costruzione di un partito liberale di massa. Non a caso Landini e Salvini vengono indicati da tutti come i nemici ideali di Renzi, quelli che gli garantirebbero vent'anni di potere.
Ultimamente qualcuno, nello staff renziano, ha lanciato un allarme su questo tentativo di Landini. Sostengono che se arrivasse all'8-10% alle elezioni, erodendo l'elettorato del PD, costringerebbe sicuramente il PD al ballottaggio.A mio parere è una preoccupazione ingiustificata. Quello che Landini non ha capito è che i lavoratori, la maggioranza di essi, ha colto cosa è la CGIL, come opera, in quanto l'ha conosciuta e la osserva ogni giorno sui luoghi di lavoro. Un sindacato-industria che non ha più nulla a che vedere con i nobili ideali che ne videro la nascita agli inizi del 1900 e con le lotte degli anni '70.I lavoratori sanno che la polemica tra UIL-CGIL e il governo non è in loro nome ma per la difesa di interessi consolidati. Così come i regimi del socialismo reale, entità create in nome del riscatto dei più deboli si sono trasformati, storicamente, in strumenti di oppressione. La Camusso sarà in Piazza del Popolo a supportare Landini, la foglia di fico della CGIL. Ma come può Landini pensare di svincolarsi dalle vergogne di un sistema di potere che presto decadrà sotto i colpi delle riforme di Renzi e del desiderio dei lavoratori di trovare nuove forme di rappresentanza e un nuovo ruolo collettivo, in un mondo che cambia, nei confronti di una nuova imprenditoria? Credono davvero i D'Alema, le Camusso, i Landini che il mondo del lavoro stia aspettando da loro quelle risposte che non sono riusciti a fornire in questi vent'anni?
Certo, la proposta è quanto di più fumoso e indeterminato possa apparire (impietoso, a questo proposito, lo sketch di Crozza). Quel che si è capito è che secondo lui in Italia chi per vivere è obbligato a lavorare non ha più chi lo rappresenta. Una bella consolazione per chi da anni paga la quota sindacale di FIOM e CGIL. Gli rimborseranno i soldi? Trasformeranno quelle tessere in Carta acquisti per la Coop? Chissà...
Poi abbiamo capito che non vuol fare un partito. Non una grande novità. E' dall'inizio degli anni '90, con Segni e Berlusconi , fino a tutt'oggi (con Passera) che la parola partito è bandita se si vogliono prendere i voti.Poi ha fatto capire chi non potrà salire sul carro: i partiti attualmente a sinistra del PD in quanto tali con i loro leader sputtanati nè tanto meno la cosiddetta minoranza PD o i sindacati di base e conflittuali che non lo hanno mai amato . A tutti costoro, così come alla parte non Fiom della CGIL sarà possibile solo partecipare individualmente ai cortei e alla platea delle future manifestazioni.Non di più. Figuriamoci eventuali posti in lista, inimmaginabili specie considerando che lo stesso Landini sfugge come la peste l'ipotesi di candidarsi, lui , la sua coalizione nè di indicare personalità da votare. Esclusa anche la possibilità che questa coalizione possa servirgli per sostituire la Camusso. Si illude se pensa che la CGIL in futuro faccia eleggere i dirigenti non dall'apparato ma dai delegati aziendali. E lui, nell'apparato CGIL, lo sanno tutti , pur avendo 350.000 iscritti Fiom, vale un 5% dei consensi. Il 5%: circa la superficie di una foglia di fico in rapporto a quella del restante corpo umano.Conta su una imminente crisi negli iscritti e nel consenso della CGIL per proporsi come salvatore della baracca? Improbabile: la CGIL è pur sempre un bel baraccone di milioni di iscritti, con interessi radicati e intrecciati con settori dell'economia italiana, nel quale la composizione media degli iscritti, la loro provenienza, il loro modo di pensare, il reclutamento dei funzionari, il loro modo di trattare i lavoratori non hanno nulla a che vedere con l'immagine che Landini vuole dare di sè.In realtà lui vorrebbe coinvolgere organicamente Emergency e soprattutto Libera di Don Ciotti che però ha già precisato di non aderire in toto ma solo tramite alcune sue associazioni. Ma il problema è che siamo in Italia e ogni associazione è gelosa della sua autonomia, non si lascia teleguidare e purtroppo è rappresentativa, volente o nolente, di interessi preesistenti, con cui fare i conti.
Si evocano Syriza e Podemos, dimenticando che già in Italia e su misura delle caratteristiche del nostro Paese c'è il Movimento 5 Stelle che ha uno zoccolo duro, ormai, del 20% , che fino al 2018 ha i suoi parlamentari e che prima o poi troverà qualcuno (non certo Landini...) in grado di completarlo con ciò che gli manca per essere il rivale, lo stabile rivale, del PD al ballottaggio del nuovo sistema elettorale. Un movimento che comincia ad avere le idee chiare (lo abbiamo visto da come abbia subito sputato in faccia a un Di Pietro che voleva candidarsi a Sindaco di Milano l'anno prossimo) e qualche leader riconoscibile e soprattutto molto, molto giovane. Landini ha poi (lo si legge nelle dichiarazioni che rilascia) capito per ultimo che destra e sinistra sono concetti superati, che il mondo è cambiato e cambierà sempre di più . Le vere macchine da guerra elettorale del futuro saranno PD e M5S, le uniche due forze in grado attualmente di saper essere trasversali nei valori proposti. Un Landini erede dell'ultrasinistra operaista del 4% non sarebbe altro che l'altra faccia di un Salvini che rimanesse confinato nel Lepenismo, cioè incapace di battere in velocità Renzi nella costruzione di un partito liberale di massa. Non a caso Landini e Salvini vengono indicati da tutti come i nemici ideali di Renzi, quelli che gli garantirebbero vent'anni di potere.
Ultimamente qualcuno, nello staff renziano, ha lanciato un allarme su questo tentativo di Landini. Sostengono che se arrivasse all'8-10% alle elezioni, erodendo l'elettorato del PD, costringerebbe sicuramente il PD al ballottaggio.A mio parere è una preoccupazione ingiustificata. Quello che Landini non ha capito è che i lavoratori, la maggioranza di essi, ha colto cosa è la CGIL, come opera, in quanto l'ha conosciuta e la osserva ogni giorno sui luoghi di lavoro. Un sindacato-industria che non ha più nulla a che vedere con i nobili ideali che ne videro la nascita agli inizi del 1900 e con le lotte degli anni '70.I lavoratori sanno che la polemica tra UIL-CGIL e il governo non è in loro nome ma per la difesa di interessi consolidati. Così come i regimi del socialismo reale, entità create in nome del riscatto dei più deboli si sono trasformati, storicamente, in strumenti di oppressione. La Camusso sarà in Piazza del Popolo a supportare Landini, la foglia di fico della CGIL. Ma come può Landini pensare di svincolarsi dalle vergogne di un sistema di potere che presto decadrà sotto i colpi delle riforme di Renzi e del desiderio dei lavoratori di trovare nuove forme di rappresentanza e un nuovo ruolo collettivo, in un mondo che cambia, nei confronti di una nuova imprenditoria? Credono davvero i D'Alema, le Camusso, i Landini che il mondo del lavoro stia aspettando da loro quelle risposte che non sono riusciti a fornire in questi vent'anni?
venerdì 5 settembre 2014
“BLOCCO CONTRATTUALE” PER GLI STATALI FINO AL 2015: DOV'E' LA NOTIZIA?E' UN ALTRA: FINO A IERI GLI STATALI ERANO PRESI PER IL CULO DIRETTAMENTE DAI GOVERNI. ORA NON PIU': CI PENSERANNO GLI “UOMINI IN DIVISA”.
Ci eravamo dimenticati dell'esistenza
dei Sindacati del lavoro pubblico. Non si sentivano più in giro.
Poi, all'improvviso una non notizia (il blocco degli aumenti, se
ricordate (DEF aprile 2014), è quasi sicuro fino al 2020 per motivi
di finanza pubblica) ha fornito nuovo materiale per i quotidiani di
gossip politico.La ragione è semplice: di cosa si sarebbero
altrimenti occupati nei prossimi 6 anni i sindacati?come noto, Renzi
ha cambiato stile. Non più tavoli e consultazioni coi sindacati ma
richiesta diretta ai lavoratori di pareri e proposte. Volontà di
eludere ed elidere i corpi intermedi? No, semplicemente non perdere
tempo e non farsi deviare dai corpi morti più o meno intermedi, più
o meno rappresentativi.Divertente. Gli hanno obbiettato che con le
riforme istituzionali non si mangia e lui reagisce rifiutandosi di
masticare carne defunta. Ovviamente è partita la rituale
proclamazione di preavvisi di sciopero la quale però è stata
immediatamente sovrastata da un pronunciamento golpista e fascistoide
di sindacati e Cocer degli uomini in divisa. Che tra parentesi (e
neanche tanto) minacciano , di fatto, di violare la Costituzione ,
dato che ci risulta che determinate categorie di servitori dello
Stato non abbiano diritto di sciopero. E di operare una grande
mistificazione, visto che si tratta di categorie lasciate fuori dalla
contrattualizzazione del pubblico impiego.Ricordate gli applausi agli
agenti inquisiti per gravi reati durante un congresso di un sindacato
autonomo di polizia? Altro che le patetiche banane di Tavecchio...E
qui ,sorpresa: è stata pubblicizzata una immediata disponibilità
all'incontro, seppure scevra da tentazioni di cedere al ricatto.
Anche i sindacati del lavoro pubblico erano stati incontrati, ma solo
dalla Madia e non personalmente da Renzi e con modalità sbrigative e
disillusorie. Gli uomini in divisa invece no. Saranno ricevuti
“personalmente” dal Premier e non solo e tanto dai vari Ministri
competenti.Questa disponibilità temperata dalla contestuale
sottolineatura che cinque polizie sono comunque troppe. Come dire:
venite pure alla riunione, anche in divisa ma attenti a quello che
dite e a dove vi sedete perchè potrebbero esserci anche per voi dei
bei forbicioni di cottarelliana fattura pronti a stagliuzzarvi le
gallonate chiappe.Beh, tutt'altra grinta rispetto alla reazione di
maniera di Alfano che l'immaginario collettivo pensa afflitto e
impaurito dalla possibilità che un bel giorno la sua scorta si
rifiuti di accompagnarlo al “lavoro”.Era aperto un tavolo presso
il suo Dicastero proprio su questi temi ma evidentemente (era
successo nei giorni scorsi anche nei suoi colloqui-bidone con le
autorità europee sulla questione Frontex) il piglio autorevole è
ancora un limite del politico che tuttavia si applica molto pur senza
immediati risultati.
Ma il dato fondamentale è che questa
differenza di trattamento tra statali e uomini in divisa (un vero e
proprio schiaffo, altro che le vignette di brunettiana memoria) è la
definitiva sepoltura di ogni e qualsiasi speranza per i lavoratori
pubblici non in divisa. Una certificazione crudele dell'inutilità
della Pubblica Amministrazione così come oggi si configura in
Italia. Quando i Sindacati pubblici urlano, imprecano e propongono lo
sciopero generale, vi prendono quindi per il culo.Il Governo
giustifica tale situazione col fatto che una comunità con un milione
di disoccupati ha altre priorità e altre urgenze. Le risorse sono
limitate e occorre fare delle scelte.Come avviene quando una
autoambulanza deve scegliere a chi prestare prima le cure, nel caso
abbia davanti più feriti.Si dice: non è vero. Le risorse per
“curare” anche gli altri ci sarebbero ma non c'è la volontà
politica di reperirle.In particolare si evoca la triade “evasione
fiscale,società partecipate, corruzione”. Questo governo è in
carica da 6 mesi, i suoi ministri sono giovani o per lo più estranei
o ininfluenti rispetto agli assetti politici precedenti. Hanno
promesso di mettere le mani in quelle tre problematiche e qualcosa,
in 6 mesi, hanno iniziato a fare. Se tra 1000 giorni riusciranno a
tener fede agli annunci bene. Altrimenti Renzi vedrà dissolversi il
suo 40% e al governo avremo Grillo o il Centro Destra o addirittura
avremo la Troika a comandare sull'economia italiana.La domanda allora
è: era ed è possibile entro dicembre (tra 3 mesi) far saltar fuori
da “evasione fiscale,società partecipate, corruzione” i miliardi
per aumentare di 100 euro al mese lo stipendio di tutti gli
statali?Perchè di questo tipo di aumento si tratterebbe. Ci sembra
improbabile. E allora di cosa stiamo parlando? Le risorse per le
150.000 assunzioni nella scuola (non immediate ma a partire dal
settembre 2015 e diluite in tre anni) verranno dalla Spending Review,
se riuscirà. Taglio del 3% a tutti i Ministeri di spesa. Tagli
lineari (obbligati, come più volte solo noi abbiamo sostenuto,
perchè i tagli mirati non sono attuabili in un paese di lobby e
mafie come l'Italia). Apriti cielo!“evasione fiscale,società
partecipate, corruzione”: in aggiunta ai soldi per gli aumenti
degli stipendi pubblici dovrebbero vedere il recupero di risorse
anche per le assunzioni degli insegnanti precari. Se fosse questione
di sola volontà politica (e non invece come pensiamo noi di
oggettiva impossibilità tecnica di ottenere risultati a breve
termine in una situazione tipica di buoi scappati) qualcuno ci sa
indicare quale schieramento politico realisticamente, vincendo le
elezioni, avrebbe potuto, potrebbe o potrà in tre mesi tirar fuori
tutte queste risorse? Ma siete sicuri che ancora in Italia vi siano
tutti questi soldi o che invece non siano stati già portati
altrove?Non credete che la risposta non sia nel passato ma nel
futuro, nel riorganizzare il Fisco,i Servizi Pubblici e gli appalti
pubblici?e soprattutto, in misure shock, immediate, per fronteggiare
l'emergenza occupazionale non con assunzioni pubbliche ma mettendo le
imprese in condizione di lavorare in Italia? Ma i Sindacati del
Pubblico Impiego si accontenterebbero di meno: che la Corte
costituzionale dichiari illegittimo il blocco dei contratti (e poi,
da dove uscirebbero fuori i soldi?) e che riesca uno sciopero
generale, cioè che ogni lavoratore butti via una giornata di
retribuzione, equivalente a una frazione mensile dell'aumento
contrattuale, facendo risparmiare il governo, come tutti sanno. Anzi,
potrebbe essere una idea: un mese di sciopero generale (d'accordo col
Governo). Col risparmio il Governo potrebbe rinnovare i contratti,
concedere gli aumenti, far vincere politicamente i sindacati. Solo
che il singolo lavoratore alla fine dell'anno si troverebbe con lo
stesso reddito di prima.O forse non sciopererebbe nessuno, cercando
di fregare i colleghi costruendosi un aumento col sacrificio altrui.
Ma a parte questi scenari tragicomici,
è l'inadeguatezza politica dei sindacati che fa piangere. I
Sindacati dovrebbero essere i primi sostenitori dei tagli e delle
riforme perchè gli sprechi sono contro i lavoratori, così come una
PA inefficiente. I sindacati della scuola dovrebbero porre il
problema del numero eccessivo degli insegnanti , nonostante queste
150.000 annunciate assunzioni e sostenere una vera riforma che porti
la scuola italiana all'altezza degli standard europei.
Ma anche sugli uomini in divisa questa
bagarre sta occultando alcune questioni di fondo.Una sola Polizia al
posto di cinque, l'aumento degli stipendi ai poliziotti
ridimensionando quelli dei dirigenti di polizia, la costruzione di
nuove carceri, l'adozione di un modello all'americana relativamente
al diritto del cittadino di armarsi. In Italia c'è troppa polizia .
Ridurre il numero,pagarli meglio, educare il cittadino alla difesa
personale.Non c'è sicurezza, è un fatto incontestabile. Se il
cittadino potesse proteggersi da solo, minacce incostituzionali di
sciopero delle forze dell'ordine sarebbero irrilevanti.Come al solito
in Italia vi sono categorie che cercano di approfittare di ritardi
dello Stato.
Analogamente per la difesa. Nella quale
albergano ancora troppi papaveri, imboscati e parassiti.Vedremo se
effettivamente questi soldi saranno stati in questi decenni ben spesi
quando , come sta accadendo ora, prenderà corpo il rischio di
attentati terroristici interni, o di attacchi da sud o da est da
parte di fondamentalisti e tagliagole. Il cittadino italiano medio è
concretamente oggi in grado, in caso di necessità, di difendere sé
stesso, la sua Famiglia e la Patria imbracciando un' arma, al pari di
quanto avviene in altri paesi?PA, Scuola, Difesa: la domanda è
sempre la stessa. Si tratta di organizzazioni efficienti?Utili?Che
giustifichino il carico fiscale sui cittadini?Il problema, come si
vede, è un po' più complesso e grave dei 100 euro in più nello
stipendio e dell'appartenenza o meno al ceto medio di chi lavora in
questi settori.
Così come, parlando della riforma
della PA, dobbiamo decidere se perdere ancora tempo dietro a sogni
irrealizzabili come si è fatto negli ultimi 40 anni o se è arrivata
ora di intraprendere altre strade .La lotta all'evasione fiscale
(fenomeno storicamente speculare e legato, non dimentichiamolo,
all'indebitamento pubblico e alle assunzioni clientelari soprattutto
a beneficio del Mezzogiorno nella Pubblica Amministrazione) è
fallita perchè è il sistema fiscale che ha assunto caratteristiche
demenziali. L'idea della Flat Tax è ottima e a chi obbietta la
violazione del principio di progressività (obiezione a cui già
qualificati esperti hanno replicato ipotizzando correttivi sul piano
della modulazione diversificata delle detrazioni) ripetiamo quanto
affermato relativamente all'adozione dello Spoils-System per i
dirigenti pubblici: è una buona occasione per cambiare la
Costituzione. Le conseguenze, relativamente al futuro dell'Agenzia
delle Entrate e ai concorsi per dirigenti, sono ovvie, dal nostro
punto di vista. Certo, se ciò si realizzasse crollerebbe tutto un
mondo di commercialisti, tributaristi, dirigenti-funzionari che
arrotondano da consulenti, sindacati che hanno alimentato contenziosi
giudiziari,corruzione, ecc. Tra non molto i dirigenti scolastici
decideranno sugli scatti di merito degli insegnanti. Bene, era ora.
Però non basta. Occorrerà che entrambe le figure si aggiornino e
riqualifichino (sì, proprio come si fa con il vecchiume nei centri
storici). E lo stesso nella amministrazione della giustizia. Solo
noi, francamente, abbiamo sempre sostenuto che la riorganizzazione di
quel personale è indispensabile. Ma soprattutto la digitalizzazione
accompagnata dal blocco del turn over. Il futuro è nella diminuzione
del personale in tutta la PA attraverso un utilizzo oculato
dell'informatica e un conseguente risparmio.E se ciò provocasse la
riduzione del numero dei tesserati ai Sindacati, chissenefrega,
meglio così che pesare sull'esistenza dei cittadini.. Se (e non
siamo d'accordo) gli 80 euro vengono considerati una elemosina, cosa
sarebbero invece 100 euro di aumento contrattuale, una botta di
vita?Ma non fateci ridere!Anche qui, è ora di innovare. Guardare in
faccia alla realtà. Chi non è d'accordo in teoria su un aumento di
stipendio a favore di un onesto lavoratore pubblico? Tutti lo siamo.
Ma occorre vedere se ci sono i soldi e se quelli previsti in futuro
siano probabili e veri.L'Italia è un Paese in cui occorre che si
riprenda a creare ricchezza.Se gli espropri proletari non si
realizzano neppure a Cuba o in Cina ci sarà un motivo. E quindi è
difficile che si realizzino in Italia con patrimoniali o prelievi
notturni alla Giuliano Amato o massacrando i proprietari di immobili.
Occorre una giustizia e una equità retributiva, certamente. Ma in
nessun paese del mondo uno si arricchisce facendo l'impiegato
statale. Se, come legittimo, un dipendente pubblico ambisce a
guadagnare di più è giusto , come avviene ora , che lavori in nero
(o peggio, vada in cerca di bustarelle) o non sarebbe meglio che alla
luce del sole, in deroga al principio di esclusività, gli fosse
consentito, pagando le tasse, di fare un secondo lavoro nel privato
o, ancor meglio, di guardarsi intorno e cercare di diventare
imprenditore, lasciando la PA? Avendo veramente più soldi in tasca
da spendere per sostenere consumi e domanda interna?La
Costituzione'Cambiamola, no?Le riforme a che servono, se non a vivere
meglio?La contrattazione pubblica? Ricordate? Solo noi avevamo detto
che era una cagata pazzesca (e, non a caso, nel Pubblico Impiego, le
categorie “forti” se ne sono tirati fuori...).Abbiamo fiducia che
l'Italia emersa dalle recenti elezioni europee abbia colto queste
esigenze e che sosterrà scelte coraggiose e ineludibili. Solo una
richiesta facciamo a Renzi: accelera su riforma fiscale e del lavoro,
perchè è questo che veramente interessa alla gente.
martedì 24 giugno 2014
L'ITALIA FUORI DAL MONDIALE. ECCO COSA VA VERAMENTE CAMBIATO.
Lasciamo perdere le sciocche polemiche
sull'arbitro “Moreno 2.0”. E' un messicano e da quelle parti
sanno cos'è il calcio di un certo livello. E' stato un arbitro
pienamente all'altezza. Positive le dimissioni di Prandelli e Abete,
purchè siano entrambe vere.La vicenda di Abete, classico esempio di
“fratello di”, deve insegnarci a mettere dei competenti in
determinati posti e non dei "pesci in barile". Tra l'altro incapaci di
puntare i piedi quando il Sig. Platini ha mescolato alcune carte, ai
sorteggi, con lo scopo di non solo favorire la Francia ma di farlo a
scapito dell'Italia (noi che giochiamo in mezzo ai piranha di Manaus
mentre la Francia al fresco di Porto Alegre), uno zero anche sul
piano della politica sportiva internazionale. Quella di Prandelli è
la vicenda e la questione più interessante. A mio parere la persona
non è riciclabile a livello di nazionale. L'europeo è stato perso
malamente, con un 4 a 0 indecente che ha ampiamente annullato le
belle prestazioni precedenti. La Confederations è notoriamente un
torneo sperimentale e non indicativo. Le qualificazioni ai mondiali,
nel rispetto della curva-tipo prandelliana, sono iniziate bene e
finite male, facendoci perdere la qualifica di testa di serie (e ciò
ci avrebbe evitato il girone di ferro).Stendiamo un velo pietoso
sulle amichevoli. Penosi i risultati e le figure, inutili e
fuorvianti gli avversari, sprecate le occasioni di far fare un po' di
esperienza internazionale ai papabili provenienti dalle squadre fuori
dalle coppe. Da salvare almeno come selezionatore?Impossibile.
Prandelli, persona perbene ma che non ha mai vinto nulla,ha costruito
una compagine in cui convocati e non convocati lo sono stati per
ragioni extracalcistiche. Balotelli è in nazionale perchè è di
moda metterci i giocatori di colore , Montolivo (auguri di pronta
guarigione) e Aquilani, centrocampisti involuti da tempo, sono delle
prime scelte perchè sono in sintonia con tutti gli allenatori e
tutte le dirigenze,sulla stessa strada si va incamminando Marchisio,
il trio di ex zemaniani ha dovuto sudare sette camicie per
conquistarsi rispetto e, una volta avutolo era troppo tardi, la
difesa a tre è stata schierata solo all'ultimo per ripicca verso gli
schemi di Conte che aveva polemizzato in passato con Prandelli.
Ignorata la gerarchia dettata dalla classifica cannonieri, con non
convocazioni eccellenti. Per non parlare delle scelte dei portieri
dove è stato lasciato a casa un De Sanctis a favore di un Perin che
evidentemente ha alle spalle un grande agente e che a momenti poteva
essere titolare per il gioco degli infortuni.
Preparazione atletica disastrosa. E'
stata la debacle di Coverciano. Abbiamo fatto della nazionale un
gigantesco, pachidermico e inutile ministero, pagato dai
contribuenti. Ed è proprio questo il nodo da sciogliere. La
soluzione, nel 2014, non è nella scelta di un selezionatore alla
Bearzot, personaggio irripetibile e di un'altra epoca. Non è neppure
nell'ingaggio dell'allenatore vincente e professionista di club alla
Sacchi, Trapattoni o Lippi. Oggi potrebbe essere un Ancelotti o Conte
o Mancini o Capello (ma quest'ultimo, come Zaccheroni, sta a sua
volta deludendo ai mondiali).Bando poi alle fotocopie di Prandelli,
quale potrebbero essere un Montella o un Mandorlini. Evitiamo poi
allenatori dal valore controverso come Allegri o Ranieri e, per
completezza, diciamo tranquillamente che uno straniero non può
essere un profeta per la nostra nazionale anche perchè sarebbe
troppo costoso e la nostra stampa lo farebbe fuori rapidamente. Chi
allora? Semplice : nessuno. Nessuno? Si. Partiamo da Coverciano:
significa potere, soldi, posti di lavoro a spese nostre. Ma è
inutile, costoso e dannoso per il nostro calcio. Tagliamolo.
Poi...basta con la politica sportiva. Ci serve solo chi si faccia
rispettare a livello internazionale. Ecco, questo ruolo potrebbe
essere direttamente esercitato da una personalità vera e non da un “fratello di” un potente
(banchiere o manager o trombato della politica).Sarebbe un enorme
risparmio di risorse pubbliche. E poi il CT. Basta con la scelta di
un solo uomo per il biennio o il quadriennio. E' verificato: chiunque
sia, anche il più bravo, non ha la possibilità di dare un gioco
alla nazionale. Si faccia così allora. Quando si approssima una
amichevole o un torneo si dia un incarico temporaneo e retribuito
adeguatamente all'allenatore del club che in quel momento, in
campionato, è in testa e esprima il miglior gioco, quello vincente.
Tipicamente avrà una squadra con metà di italiani e metà
stranieri. Ovviamente il suo compito sarà di fare una formazione in
cui al posto degli stranieri vengano scelti giocatori italiani dalle
caratteristiche simili tali da poter riprodurre quel dato gioco in
quel momento vincente. Si tratterebbe di adottare la politica dei
blocchi ma facendola gestire da chi quel blocco l'ha creato e lo usa
correntemente. Perchè ciò dovrebbe essere fatto da un terzo, che
avrebbe delle ovvie difficoltà? Questa è la sola maniera di essere
sicuri che in un dato momento venga schierata la nazionale più
forte. E che le risorse del contribuente vengano impiegate per
mettere in campo una squadra che dia veramente lustro alla nostra
Patria!
Roberto Fasciani
sabato 14 giugno 2014
CARO MONTEZEMOLO, PERCHE' , SE VUOLE LASCIARE LA FORMULA 1 PENSA DI RIPORTARE LA FERRARI NELLA ENDURANCE (LE MANS). NON SAREBBE MEGLIO (E ORA), FINALMENTE, FARLA ENTRARE IN FORMULA INDY?
Questa la notizia-bomba:
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Formula 1, Montezemolo shock al Wall Street Journal: "La Ferrari potrebbe lasciare il circus"
Secondo il n. 1 delle Rosse, intervistato dal quotidiano finanziario, la casa di Maranello potrebbe passare alle competizioni di auto sportive entro il 2020. "La F1 non sta funzionando,la federazione la sta portando al declino"NEW YORK - La Ferrari potrebbe lasciare la Formula 1 ed entrare nelle competizioni di auto sportive entro il 2020: lo scrive il 'Wall Street Journal' che ha intervistato il presidente della scuderia di Maranello, Luca Cordero di Montezemolo. La "Formula uno non sta funzionando", ha dichiarato Montezemolo nell'intervista. "E' in declino perché la Fia si è dimenticata che le persone guardano le gare per divertimento. Nessuno vuole vedere un pilota risparmiare benzina o le gomme. La gente vuole vederli spingere. E' uno sport ma anche uno spettacolo - ha proseguito Montezemolo - Di certo non possiamo gareggiare con le sports-car e in Formula Uno. Non è possibile".
Intervistato nel suo ufficio a Maranello, il presidente delle Rosse si è detto contrario, tra le altre cose, alla norma che impedisce lo sviluppo sui motori durante la stagione. "E non possiamo toccare i motori", ha aggiunto, spiega ancora il 'Wsj'. “””””””””””””””””””
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E' dall'abbandono di Schumi nel 2006 che noi tifosi della Rossa abbiamo la netta sensazione che la dirigenza Ferrari non ne abbia imbroccata una.Il mondiale di Kimi del 2007 non mi fa cambiare idea, anche perchè sono ricorrenti le voci che lo legano a una presunta compensazione per il danno subito dalla McLaren e dal “traditore” , il capo meccanico inglese di Maranello tra l'altro recentemente scomparso per un tragico incidente stradale.Aveva ragione chi, come me, ribadendo sin da allora che i meccanici italiani sono i migliori al mondo non altrettanto poteva dirsi per gli ingegneri, per i dirigenti sportivi,per i piloti tricolori. Troppe le carenze delle nostre università tecnico-scientifiche, dei percorsi selettivi manageriali all'interno delle aziende italiane e dura da sconfiggere la pratica della raccomandazione e della scelta per censo,diffusa anche nel mondo dei piloti e del loro accasamento in scuderie prestigiose.E chi (solo io) avendo seguito la Ferrari sin dagli anni '70 ricordava invano ai neo-sciovinisti pro-Ferrari l'eccezionalità del fenomeno Schumi. Un campione così costante a quei livelli non si era mai visto (non si è tedeschi per caso), era una benedizione del Cielo e ci saremmo ricordati di lui solo dopo che quel volante fosse stato ghermito da altre mani, pur degne, ma altre mani. Fenomeno Schumi che ovviamente trovò una fatale coincidenza con l'avvento di altri, unici e irripetibili numeri uno, incrociandoli: un franco-alsaziano che poi farà la carriera che meritava, un silenzioso e geniale ingegnere sudafricano, un simpatico orso inglese capace poi di vincere un mondiale di F1 con una macchina portante il suo nome, uno che se fosse rimasto alla Mercedes sicuramente oggi non avrebbe consentito a Red Bull di recuperare a velocità doppia , rendendo possibile un futuro duello ravvicinato fino a fine stagione.Dopo l'abbandono di Byrne solo una cosa doveva fare Luca: iniziare una corte spietata (così come lui ne è maestro quando si tratta di bellissime donne, però) al Genio, all'Ing. Newey.E non si dica che era un problema finanziario, perchè nel frattempo, Fiat e Ferrari ne hanno buttati via tanti, di soldi. E invece no. Si credette (e si crede) in un made in Italy esistente solo sulla carta in campo ingegneristico. Ed ecco i risultati (attenzione,questa è la regola ma sono italiano e sarei il primo ad essere felice se fosse verificato che la Mercedes sia così migliorata per l'arrivo nel 2014 dell'Ing. Aldo Costa, cacciato da Ferrari nel 2011 -forse perchè tutti gli altri ingegneri del team non erano del suo stampo? Sarebbe una conferma alla mia tesi-).
Così come per i campi di calcio in cattive condizioni o per le condizioni meteorologiche, i mali di questa Formula 1 riguardano tutti alla stessa maniera. Quindi non è giustificabile la defaillance Ferrari con le limitazioni tecniche e le difficoltà di provare prima dei gp.
Sempre il sottoscritto, in anni insospettabili, diceva e scriveva che una Ferrari così vincente, negli anni 2000 e lo stesso valeva per Michael, dovesse trovare, “inventarsi” sfide e traguardi nuovi.Se ben ricordate, anche allora veniva detto che i gp erano noiosi, che erano troppo tecnologici, che non c'erano sorpassi.Poi la risposta venne, ma di tipo diverso, indotta dalla globalizzazione.Circuiti nuovi, con carreggiata più larga, in paesi esotici, per pubblici nuovi e appassionati. Lasciando la tifoseria della vecchia Europa al suo destino e alle sue nostalgie.
E anche allora dicevo: ma perchè non la Formula Indy? Mi si rispondeva:troppi ovali, troppo noiosi per gli europei, troppo pericolosi.Lo dicevano anche i migliori piloti.Lo stesso Alesi ricordava poche settimane fa come l'amico Schumi gli avesse sconsigliato di iscriversi di recente alla 500 miglia di Indianapolis, rischiando la vita. Quando si dice delle beffe del destino...
E, erano gli anni duemila, io rispondevo: non è vero. Ci sono gli ovali ma anche tanti circuiti cittadini.E i circuiti stradali all'europea. E poi corrono anche fuori dagli USA, in centro e sud America, in Asia talvolta e qualche puntatina anche in Europa. Certo, lo ammetto, ero gasato dai successi di Zanardi sull'auto del team Ganassi di fine anni 90, guarda caso rossa anch'essa...Anche allora poi mi colpiva, in epoca di diritti televisivi, l'orario di queste sfide, tutte in prima serata, dato il fuso orario e quindi appetibilissimo. E la presenza di tutte le maggiori case mondiali, nella fornitura dei motori. Tranne la Fiat e la Ferrari, peraltro attive in America – anche con Maserati-proprio nella Endurance. Perfino piloti italiani non valorizzati in F1 trovavano in Formula Indy spazi per affermare il proprio valore.
Successivamente il tema perse di appeal per varie ragioni. La crisi all'interno del mondo motoristico Usa che provocò scissioni e la nascita di serie parallele, la sofferenza per la concorrenza delle Stock Cars, la serie più amata e più ricca in America,la crisi economica in Europa che ha indotto molti a più miti consigli, le speranze derivanti dalle aperture della f1 a paesi emergenti, medio o estremo-orientali.La paura dei circuiti italiani di uscire dal giro che conta. E il conseguente afflusso di nuovi costruttori e finanziatori.
Ma oggi, nel 2014 e nei prossimi anni (non dimentichiamo che per gli impegni contrattuali pluriennali queste decisioni e svolte non possono mai trovare una attuazione immediata) la situazione sta mutando e la dichiarazione di Montezemolo lo testimonia.Attraverso la Tv satellitare anche in Europa la massa dei tifosi ha iniziato a seguire e a comprendere la specificità degli ovali e ad appassionarsene.I circuiti cittadini e stradali americani non hanno nulla da invidiare a quelli della f1 e anzi ricordano la f1 degli anni 70, la più bella.Sul turbo negli Usa sfondi una porta aperta. L'hanno sempre avuto e sviluppato.I registi e le Tv Usa, in campo sportivo sono i migliori al mondo e garantiscono uno spettacolo senza pari.Gli orari dei Gp americani sono perfetti per il pubblico europeo. Gli Usa stanno superando la crisi e gli spalti saranno sempre più pieni (non altrettanto si può dire dei paesi che la f1 ha scelto come nuova frontiera, dove addirittura aumenta il rischio terrorismo e tentazioni dittatoriali). Parliamo poi di mercato dell'auto. La Fiat ha acquisito la Chrysler, l'italo-canadese Marchionne è a Detroit, quello Usa e centro-sud americano è stato e sarà un mercato fondamentale per Fiat e Ferrari (e per i loro tradizionali sponsor e fornitori)e allora perchè evitare la concorrenza sui circuiti americani con le dirette rivali commerciali in Usa che in quella serie già hanno le loro macchine?Non si può perchè non si correrebbe più in Italia?Non è vero. Il contratto di Monza con Ecclestone è in scadenza, Imola potrebbe rientrare clamorosamente (gli americani impazziscono per le leggende) e addirittura un Gran Premio di Roma potrebbe essere tirato fuori dal cassetto dei sogni irrealizzabili.Potremmo cioè avere 3 gp in Formula Indy . Gli americani ci pagherebbero a peso d'oro per realizzare ciò.Insomma un rilancio nell'ambito di un nuovo circus che il buon vecchio Ecclestone e il suo erede designato (ma non convintissimo) Horner non sembra abbiano le potenzialità di contrastare attraverso una “riforma” di questa F1.Briatore ad esempio – che è uno che il fiuto per gli affari e per le imprese sportive ce l'ha sempre avuto -ha già fatto capire che questa formula per lui è da azzerare e rifare e che quindi non intende tornare né tanto meno spendere soldi per tentativi velleitari e fallimentari né tanto meno per escamotages improbabili.
L'avvento della Ferrari, di per sè, produrrebbe un salto di qualità in quella formula con l'arrivo dei talenti veri a livello mondiale, limite questo, inutile negarlo, dell'attuale formula americana.
Per chi se ne volesse fare un'idea, questo il sito ufficiale
http://www.indycar.com/
Caro Montezemolo , cosa aspetta? Le chiediamo di avere lo stesso coraggio e determinazione che il Drake, l'Ing. Enzo Ferrari ebbe, nel 1964, nella vicenda che portò la Ferrari a essere protagonista in America (e quindi nel mondo) con la Scuderia NART.
Roberto Fasciani
martedì 20 maggio 2014
giovedì 15 maggio 2014
Militalia - Conferenza Evola
Un sentito grazie a tutti coloro che hanno presenziato all'incontro sulla Seconda Guerra Punica. Direi di più, un abbraccio...
Perché, statene certi, non molleremo tanto facilmente la posizione ricevuta in consegna dai valorosi Volontari.
Lo faremo secondo i principi a cui crediamo: responsabilità, autonomia ed autarchia.
Principi su cui vogliamo lavorare e dai quali vogliamo fare scaturire condotte coerenti e concrete.
Informo che sabato e domenica, come già reso noto ma "repetita (ultra)juvant...", che sabato e domenica saremo presenti, come da qualche anno a questa parte, con un nostro spazio espositivo a Militalia, in Novegro di Segrate.
Allego poi locandina che propaganda ulteriore importante evento che si terrà nella sala pubblica adiacente alla Federazione di Milano, lunedì sera, 19 maggio. Si parlerà di Julius Evola ed avrò l'onore di presentare la serata ed i bravi relatori che si alterneranno consentendo gli interventi del pubblico.
Non mancate!!!
Un caro saluto a tutti, vi aspettiamo ovunque...
Andrea Benzi
Presidente della Federazione di Milano dell'Associazione Nazionale Volontari di Guerra
venerdì 9 maggio 2014
Martedì 13 maggio (Seconda guerra punica) - Militalia (17-18 maggio)
Martedì 13 maggio, alle ore
21,30 presso la sede della Federazione dell'Associazione
Nazionale Volontari di Guerra di Milano, in via Duccio di Boninsegna
21/23, iniziamo il ciclo di incontri sulla storia romana
dell'età repubblicana. Tali incontri sono finalizzati a cogliere
riferimenti tradizionali ed aspetti di continuità e connessione con
la nostra storia recente ed attuale.
Il primo incontro (martedì 13 maggio)
avrà il titolo: "La vittoria disperata. Roma e la seconda
guerra punica".
Comunico poi a tutti gli iscritti ed
associati che sabato e domenica, 17 e 18 maggio, saremo presenti a
"Militalia", fiera di collezionismo e materiale militare
che si svolge a Novegro di Segrate (Milano), nelle vicinanze
dell'aeroporto di Linate.
Un saluto a tutti
Andrea Benzi
Presidente della Federazione di Milano
dell'Associazione Nazionale Volontari di Guerra
TUTTE LE VIE SON PIANE ALL'ANIMOSO
martedì 29 aprile 2014
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