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mercoledì 16 maggio 2012

VICENDA COOPSERVICE: INIZIAMO A DIRE LA VERITA'

Da http://www.reggionline.com/ (16 maggio2010)

Coopservice, lavoratori in sciopero a Bologna

I dipendenti della coop reggiana che lavorano all'università: "Siamo pagati 4 euro l'ora e loro ne incassano 20"

REGGIO EMILIA - "Scioperiamo perché siamo pagati 4 euro l'ora e Coopservice se ne porta a casa quasi 20 Iva compresa". Lo spiegano al Fatto Quotidiano i lavoratori della cooperativa reggiana Coopservice, circa una sessantina, che si occupano del portierato e dell'assistenza informatica di base all'Università di Bologna e che hanno incrociato le braccia per protestare con un corteo per le vie bolognesi dentro al rettorato e poi fino alla sede di Legacoop.
Spiega Antonella Zago al Fatto: “Da quando Coopservice è subentrata nell’appalto con cui l’Alma Mater si garantisce l’apertura di biblioteche, aule studio e parte dell’assistenza informatica le cose hanno cominciato ad andare male. Per giunta la retribuzione è al limite dello sfruttamento, e col cambio di appalto è pure diminuita dai 5 euro l’ora precedenti alle attuali 4”.
I lavoratori se la prendono con Coopservice ma anche con l’Università di Bologna, per loro colpevole di tollerare una situazione “intollerabile”. “L’Unibo – spiega Salvatore al Fatto, che per arrivare a mille euro mensili deve lavorare 50 ora la settimana – permette che nelle proprie aule e corridoi ci siano lavoratori di serie A e lavoratori di serie B, con pochi diritti e una retribuzione bassissima”. I lavoratori, a quanto sostengono, hanno chiesto a Coopservice una modifica alle condizioni di lavoro per passare dagli attuali 4 euro netti all’ora a 5 euro e mezzo, ma gli sarebbe stato proposto un aumento di 30 centesimi l’ora. In cambio i lavoratori sarebbero dovuti diventare soci della cooperativa.
I dipendenti hanno detto no perché avrebbero visto l’aumento in busta paga assorbito dalla quota obbligatoria da pagare per diventare soci della coop, e in più avrebbero perso anche la tutela dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori.


COMMENTO DELLA CSECOOP
Qualche giorno fa abbiamo replicato alle grottesche affermazioni del Presidente di Legacoop il quale, in estrema sintesi, chiedeva che l'aggravio contributivo nei confronti delle cooperative di facchinaggio in conseguenza dell'estensione a quel tipo di cooperative della tutela contro la disoccupazione, fosse “diluito” per evitare che quelle società fossero costrette a entrare nel nero o a fallire o a ridurre la sicurezza sul lavoro. Per far comprendere quanto se la passassero male le cooperative di Legacoop abbiamo ricordato il coinvolgimento di UNIPOL (partecipata di grandi cooperative Legacoop) in una grande operazione finanziaria, meglio nota come UNIPOL-FONSAI-LIGRESTI che di attività senza fini di lucro non sembra avere le precise caratteristiche.
Oggi ci tocca leggere, su alcuni organi di stampa, questa ennesima “perla” che riguarda il capitolo, irrisolto, dei rapporti di lavoro e delle retribuzioni, nel mondo cooperativo. Vorremmo aggiungere, nella parte (quella delle cooperative associate alle Centrali) che si autodefinisce come la più sana e garantista di quel complesso mondo.
Purtroppo dobbiamo osservare come lo sciopero intrapreso da quei lavoratori (con cui solidarizziamo in toto) , a differenza di quelli di lavoratori di altre categorie, trattate meglio contrattualmente, non avrà effetti così devastanti sul loro tenore di vita. E' risaputo infatti che quando si guadagna così poco, la differenza tra il lavorare con retribuzione e farlo senza è difficile da avvertire. Perchè ci si abitua a un tenore di vita bassissimo e quando si sa di dover spendere poco, e ci si abitua, appunto, quasi non si sente più la mancanza dei soldi. E non crediamo che tra un aumento di un euro e 30 o di euro 0,30 ci si accorga del maggiore o minore miglioramento. Non è quindi, in realtà, una battaglia economica ma di dignità.
E qui, assieme ai lavoratori, cui auguriamo risultati concreti, vorremmo fare qualche riflessione. Chiedendo loro di puntare più in alto e di scegliersi sindacati meno ipocriti. Innanzitutto, cosa potrebbero fare di veramente incisivo e che non a caso i sindacati che ora li guidano si guardano bene dal suggerire?
Andiamo punto per punto. Si dice: Coopservice ci sfrutta: gran parte dei proventi se li accaparra. Ebbene: se quella è una cooperativa ha il compito di ridurre e far scomparire la separazione tra capitale e lavoro. Se non lo fa, non è una vera cooperativa ma una cooperativa spuria. Peggio ancora se accadesse che a fronte di un trattamento umano dei soci, i dipendenti non soci fossero schiavizzati. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha il potere di ispezionarla, di accertare questo, di diffidarla e in caso di inadempienza di sanzionare gli amministratori, con provvedimenti anche gravi. Dov'è il Ministero dello Sviluppo Economico? Si dirà: per legge la revisione periodica è in carico ai revisori di Legacoop (solo in via straordinaria infatti il Ministero può ispezionare una cooperativa aderente) . E da questa non sono emerse irregolarità. Ma chi paga i revisori di Legacoop? La Coopservice in quanto aderente a Legacoop. Ma come può fare un revisore di Legacoop a verbalizzare qualcosa contro una cooperativa che gli assicura il compenso? Mistero. E si badi, questa è la legge, non una interpretazione distorta di essa. E cosa hanno fatto finora i sindacati dei soci e dipendenti di cooperative per cambiare queste leggi? Nulla. Perchè da una parte quei sindacati vi fanno scioperare e perdere soldi. Dall'altra firmano con le Centrali dei CCNL scandalosi che però comportano potere e contributi contrattuali. Altro: cambio di appalto? Fatevi raccontare dai sindacalisti di lungo corso cosa succede in occasione dei cambi di appalto: sono manna dal cielo per certi di loro. E allora cari lavoratori delle cooperative cosa sarebbe ora che facciate? La risposta datevela da soli.
Quanto agli orari settimanali di 50 ore (e assicuriamo i lettori che trattasi di condizioni ancora umane rispetto alla vera realtà, che nessuno vi racconta sui giornali, del lavoro in cooperativa) ci chiediamo: i Servizi Ispezione del Lavoro (nei quali, possiamo assicurarvelo, vi sono funzionari di prim'ordine) di solito sono accusati di o non lavorare o di lavorare poco o di lavorare male. Ma la domanda da porre, decisiva è un'altra: “come, volutamente, vengono fatti lavorare dal potere politico e dall'alta dirigenza?” . Risposta: con i paraocchi che diventano più avvolgenti in corrispondenza del peso politico ed economico dell'ente che dovrebbe essere controllato. In altre parole: i piccoli :massacrati; i grandi, al massimo, avvertiti ma benevolmente. Quando proprio occorre fare qualcosa per apparire sui giornali ci sono sempre sudamericani, cinesi, africani e est europei a disposizione. Secondo voi le cooperative aderenti alle Centrali Cooperative come sono trattate?
Si dice: Unibo consente odiose discriminazioni tra lavoratori e non fa nulla. Giusto: quanto meno, su un piano di moral suasion ci si attenderebbe una scelta di campo da parte di una istituzione così autorevole. Tuttavia, quando si parla di “sistema” da quelle parti (Emilia-Romagna) si intende un fenomeno senz'altro di grande storia e civiltà ma pur sempre con due facce della stessa medaglia, su una delle quali assieme vi sono la cooperazione, il buon governo, il progressismo (e, appunto, la cultura accademica ideologicamente orientata) ma, dall'altra, la sottomissione e il sostanziale sfruttamento dei più umili
Quando i lavoratori sostengono elettoralmente una tale realtà politico-sociale devono da anni accettarne il bello e il brutto. Il sindacalismo vero dovrebbe essere estraneo alla politica. In quella realtà è invece stato funzionale alla creazione del consenso.
Ultima questione: diventare soci è più penalizzante che non esserlo e significa perdere l'applicabilità dell'articolo18 dello statuto dei lavoratori.. Mirabile sintesi, questa per dire una cosa molto semplice: la legge142/2001 (riforma della figura del socio lavoratore, chiesta allora a gran voce dalla CGIL) è stata un solenne fallimento, sia nella versione precedente che successiva alla Legge Biagi. E soprattutto dopo l'operazione condotta da Centrali, Triplice e ex Ministro Damiano nel 2007 che portò alla scomunica dei CCNL alternativi a quelli CGIL-CISL-UIL (ma l'aiutino ebbe effetto esattamente opposto, cioè aumentò la contrattazione pirata) e alla creazione degli Osservatori sulle cooperative presso le Direzioni Territoriali del Lavoro, quanto di più inutile e ingannevole per i lavoratori. Nati per assicurare che i regolamenti interni non derogassero ai minimi retributivi contrattuali collettivi furono utilizzati, in maniera fallimentare, per far schierare lo Stato e gli Organi ispettivi in una guerra interna alle Centrali cooperative. Ora sono solo il palcoscenico per ridicole conferenze stampa annuali. Che lavano la coscienza alle sane Istituzioni, ai Sindacati rappresentativi e alle Centrali, sempre più grandi, unite e potenti. Ma che, del pari, hanno buttato nel dimenticatoio , migliaia di lavoratori delle cooperative sempre meno pagati e sempre più sfruttati.
Chiediamo ai lavoratori delle cooperative. Pensate che sindacati di questo tipo, che vi hanno condotto alla rovina, che hanno in odio la vera cooperazione (perchè significherebbe indipendenza del socio e quindi esaurimento della loro funzione) possano veramente tutelarvi? D'altro canto, ritenete che l'alternativa possa essere costituita da altre confederazioni che vendono pacchetti di tessere ai presidenti di cooperative per indurli a pagarvi l'iscrizione fasulla a sindacati nati e sostenuti per tutelare i datori di lavoro?
Secondo noi avreste bisogno di un sindacato nuovo e diverso, magari giovane, che sappia parlarvi il linguaggio della verità. Che ponga la questione di una nuova vigilanza cooperativa e del lavoro, di una reale indipendenza dagli interessi partitici, di una svolta nella legislazione sul socio lavoratore, di una cooperazione vera. Meditate dunque e scegliete consapevolmente.

CSECOOP
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