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sabato 30 giugno 2012

IL GOVERNO SI PREPARA A TAGLIARE DIECIMILA DIPENDENTI PUBBLICI?

Lunedì il Governo incontrerà Sindacati ed Enti Locali. Mancano 10 miliardi di euro.Il debito pubblico è di duemila miliardi di euro . Se ne potrebbe uscire con un aumento dell'IVA dal 21 al 23% ma è sconsigliabile perchè bloccherebbe la crescita.
Il ventaglio delle possibilità riguardo ai tagli comprende:imposta sulla casa, Province, pubblico impiego.Inutile negarlo: è su quest'ultimo che si sono accesi i riflettori.E' infatti illusorio pensare che questa sia la volta buona per la soppressione delle provincie e delle migliaia di enti strumentali che foraggiano il sottobosco politico.
Innanzitutto blocco delle tredicesime, delle telefonate verso i cellulari, riduzione importo dei buoni pasto.Poi 10.000 esuberi con messa in mobilità per 2 anni all'80% dello stipendio lordo.Si sta studiando una deroga alla riforma Fornero per mandare in pensione molti altri statali vicini ai 60 anni.Si mormora di tagli di un dirigente su 5 e un funzionario su 10.
Reazione dei sindacati? Prevedibilmente abbaieranno alla luna e ingoieranno il boccone. Come è avvenuto in passato in situazioni analoghe. Certo, non così traumatiche come questa spending review.
Si preparano, per migliaia di famiglie, spesso monoreddito e in situazione finanziaria non facile, di impiegati pubblici, tempi durissimi.La povertà, le mense della Caritas e i dormitori già sono nel concreto orizzonte dei pensionati pubblici futuri (si parla di pensioni al 40-50% dell'ultimo stipendio). Tra poco entreranno anche in quello di molti impiegati dai 55 anni in poi.
Ma anche per la Pubblica Amministrazione siamo a una svolta storica (qualcosa l'abbiamo visto, come un trailer, nella situazione greca). Salterà il patto non scritto che da decenni, in cambio di una stabilità di fatto del posto di lavoro, otteneva sostanziale accondiscendenza da parte dell'impiegato e delle sue rappresentanze. Probabilmente la PA porterà dentro se stessa una guerra dalle caratteristiche inedite. I sindacati interni non hanno il know how per gestirla e condurla. E' ipotizzabile il sorgere di soggetti sindacali con caratteristiche conflittuali (veri, non quelli che ci sono ora, che il giorno scrivono comunicati di fuoco e la notte si mettono d'accordo al pari degli altri con la dirigenza per fare carriera).
Altro fenomeno spiacevole che sicuramente si verificherà sarà la discriminazione concordata (come avviene nel privato) per far sì che tra gli esuberi vi siano soprattutto i soggetti più scomodi, per dirigenza e sindacati:gli indipendenti, quelli che producono più degli altri ma hanno il difetto di avere una dignità (a rischio, quando la gerarchia non è determinata dal merito ma dalle entrature) e di pensare con la propria testa. Ne verrà un danno enorme, un crollo qualitativo del personale, forze il colpo decisivo per la povera PA italiana e per i suoi cittadini-utenti-contribuenti, ancora più sfortunati.
Un consiglio: non delegate più a nessuno, diventate tutti sindacalisti e politici di voi stessi, colpite il privilegio prima che sia questo ad affossare la vostra vita. Se sapete qualcosa, parlate, denunciate, riferite. Ci sono segreti nella PA che voi soli conoscete perchè da anni siete lì dentro.Forse esiste ancora una parte dello Stato, che in buona fede, crede nella legalità e nella giustizia. Meglio combattere che attendere che la bufera passi.Se proprio è destino che dobbiate soccombere, vendete cara la vostra pelle.E se perderete il posto, non abbattetevi. Fuori della PA ci sono tante possibilità di affermarsi a vostra disposizione, se ne avete le qualità (che sicuramente non hanno dirigenti raccomandati che solo in questa PA potrebbero essere assunti: fuori non sopravviverebbero).