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sabato 30 giugno 2012

BIOGAS: ENNESIMO TEST SULLA CRESCITA

La CIA (Confederazione Italiana Agricoltori),parte datoriale, da due anni conduce una interessante battaglia per ottenere dal Ministero dello Sviluppo Economico e dall'Autorità per l'Energia Elettrica e per il Gas, i decreti attuativi per la messa in rete di questa fonte energetica. I vantaggi, dal punto di vista economico per il Paese (quindi anche per i lavoratori dell'agroindustria) sarebbero molteplici:risparmio sull'importazione di gas, la creazione di decine di migliaia di posti di lavoro, crescita del PIL di settore, integrazione del reddito delle aziende agricole e vantaggi ambientali (anche se quest'ultimo punto è controverso) .
La stessa CIA avanza il dubbio che i ritardi governativi possano originarsi da contratti per la fornitura di gas già stipulati con la russa Gazprom. Gradiremmo qualche precisazione dal Ministro Passera.
La produzione del biogas presenta vantaggi e svantaggi. Vantaggi:pareggio del bilancio dell'anidride carbonica emessa in atmosfera e limitazione della diffusione negli strati alti del metano (potente gas-serra) da decomposizione di carcasse e vegetali. Svantaggi:per produrre biogas occorre coltivare appositamente terreni che vengono sottratti alla produzione di derrate alimentari,usando fertilizzanti e pesticidi che inquinano il terreno stesso e la sottostante falda acquifera. I cattivi odori vicini ai centri abitati. L'inquinamento da traffico dei camion occorrenti. Inoltre la comprovata non neutralizzazione di tutti i batteri del ciclo produttivo (alcuni dei quali pericolosissimi).Traccia di queste questioni si ha, ricorrentemente, in occasione dei tentativi di collocare questi impianti sul territorio da parte di imprenditori e delle autorizzazioni concesse o meno dalle amministrazioni locali con contemporanea mobilitazione delle popolazioni interessate. Problema complesso, quindi, che comunque secondo noi va gestito in maniera razionale e non emotiva, caso per caso. E' evidente che innanzitutto vada evitata la collocazione degli impianti vicino ai centri abitati. Inoltre va prevenuta la speculazione da parte di imprenditori estranei al settore agricolo. Quindi andrebbero utilizzati solo scarti agricoli e liquami da allevamento prodotti nella zona dell'impianto e non trasportati da lontano. Anche per garantire che l'integrazione del reddito vada a beneficiare le imprese agricole locali e per limitare il traffico inquinante dei camion provenienti da lontano. E' necessario poi usare effettivamente, in prevalenza, degli scarti e , solo in piccola misura, dei prodotti agricoli che, se sottratti dal mercato, producono un incremento dei prezzi alla vendita. Importante è poi che il calore prodotto dagli impianti venga utilizzato dalla comunità locale (riscaldamento, acqua calda, energia elettrica), privati e imprese, che possano trarre beneficio dal risparmio sui prezzi dell'energia. Sarebbe infatti antieconomica una dispersione di tale risorse. E poi, da ultimo, un controllo esterno efficiente ed efficace. Su vari piani. Da parte dei cittadini, innanzitutto, organizzati in comitati ; da parte degli organi deputati alle analisi chimiche e ambientali; sulla politica locale, per evitare che anche in questo campo si diffonda la piaga della corruzione dei pubblici funzionari. Anche in questo settore il Paese dovrà dar prova di riuscire a crescere, al pari di altri Paesi che da anni stanno già utilizzando questa fonte per i più svariati usi civili.